ANZANO DI PUGLIA
Anzano di Puglia si trova su un nodo stradale romano, all'incrocio della via Herculea con la via Aurelia Haeclanensis (braccio della via Appia), che si dirigeva a Herdonia (Ordona).
Per la sua posizione, secondo lo studioso Lorenzo Giustiniani, è il luogo in cui si trovava la famosa "villa vicina Trevici" (casa di campagna nelle vicinanze di Trevico), in cui soggiornò Orazio nel suo viaggio da Roma a Brindisi.
Per questo motivo sullo stemma è raffigurato un tempio romano attraversato da una strada.
Nel corso della storia il paese ha subito varie denominazioni: Anxanum, Avezani, Antianus e Anzanus (per altri studiosi ancora).
Posto ai confini tra Puglia e Campania, per questa posizione è appartenuto alternativamente alla provincia di Avellino e alla provincia di Foggia:
1810: appartiene alla provincia di Principato Ultra – Avellino
1812: appartiene alla provincia di Capitanata (Foggia)
1862: ritorna alla provincia di Avellino, con il nome di Anzano degli Irpini
1931: passa definitivamente alla provincia di Foggia, con il nome di Anzano di Puglia.
Tra ingenti cumuli di ruderi venne fuori un pezzo di marmo, riportato prima su fogli di pergamena e subito dopo trascritto su di una lamina di bronzo a cura e spese di Nicola De Cecco, in cui si leggeva “ANXANUM”. Vari scrittori come il Guarino, Tito Livio e lo Staffieri hanno provato a dare lucidità all’iscrizione, con diverse critiche.
Da alcuni documenti del Guarino risulta che il nome “Anxanum”, si riferisce a Lanciano, paese dell’Abruzzo, centro antichissimo ed assai importante: capitale o solamente metropoli di maggior prestigio civile e politico dei Frentani nel secolo IV-III a.C.
Lo scrittore Rocco Staffieri con la sua opera “Anzano di Puglia” interpreta in altro modo la storia del suo paese, offrendo delle prove inconfutabili come la qualità dello stesso marmo corrisponde pienamente a molti pezzi di marmo rinvenuti nei dintorni dell’attuale Anzano.
Lo storico Giuseppe Pennetti, nella sua ponderosa opera « Biblioteca storica della Provincia di Avellino », a proposito di Anzano, dice che l’opera stessa parla « di antichità rinvenute in Anzano, Eclano e Zungoli»... Dunque, per il Pennetti l’iscrizione riportata viene ritenuta come « antichità rinvenuta in Anzano »... e si badi bene: l’Anzano di cui si parla dal Pennetti è Anzano degli Irpini!
L’antichissima Anzano venne spesso distrutta dai terremoti, ricorrenti nella zona, a causa del vicinissimo Vulture, vulcano spento da secoli. I più recenti sono quelli del 1930, 1962 e 1980.
Il cataclisma del 1930 provocò la morte di 39 persone, la caduta della chiesa e la distruzione di gran parte del centro storico.
Secondo lo scrittore Agnelli l’antica Anzano giaceva in S. Pietro d’Olivola, in agro di S. Agata ed egli spiega il motivo per cui gli anzanesi alla fine del secolo X inizi dell’XI, abbandonarono definitivamente l’antica Anzano e si trasferirono «intorno alla Cappella di Maria SS.» che fu detta da allora Madonna di Anzano o S. Maria di Anzano.
Anzano, dunque, tra la fine del secolo X e gli inizi dell’XI venne completamente a finire a causa di terremoti che sono stati elencati innanzi, o, come riferisce Lorenzo Agnelli, «per uno straordinario sbocco di topi e di serpenti », o per lenta e continua trasmigrazione degli abitanti verso altri centri. Il 10 novembre 1131, questo stesso luogo, è nominato come “S. Maria di Anzano”.
Nel 1343 è Casale della Baronia di Vico e di Flumeri, federazione di Casali in cui gli abitanti circolavano liberamente ed i beni erano in promiscuità su tutto il territorio, tra il feudatario e l’Università (Comune), per cui i cittadini avevano il diritto di legnare (ius legnandi), di prelevare acqua (ius aquandi) e pascolare (ius pascendi).
Nella metà del XV secolo la guerra tra Aragonesi ed Angioini determina la crisi della Baronia e la conseguente distruzione di Accadia, Casaleandra e forse anche di Anzano. Infatti, nel 1462 (agli inizi di agosto), Ferrante D’Aragona, durante i 19 giorni di assedio ad Accadia distrusse, quasi sicuramente, anche Anzano.
Nel 1487 risulta Casale ufficialmente disabitato con territorio accorpato a quello di Trevico (AV), i veri motivi dello spopolamento sono ignoti, sicuramente hanno contribuito sia calamità naturali - terremoti e peste - sia azioni dell’uomo - guerre e saccheggi. Secondo una ricerca effettuata dallo studioso locale Michele Auciello, lo spopolamento del Casale di Anzano in epoca tardo medioevo è da attribuire anche al fatto che gli abitanti, per sfuggire ai saccheggi dei “malandrini” si spostarono verso paesi più sicuri, come Trevico e Sant’Agata, perché dotati di difese murarie (castelli).
Agli inizi del 1700 la vita ritorna in Anzano: le “pagliaia e le mandre” (ricoveri per animali), ma anche costruzioni in pietra “masserie”, abitate poi fino alla metà del 1900, sorgono lungo i bordi della via che unisce Vallata al Regio Tratturo Pescasseroli - Candela (via di Transumanza dei pastori abruzzesi fino alla metà del 1900).
Fu il terremoto dell’ottobre dell’ 990, ad «inabissare» completamente l’antichissimo Anzano che già s’era venuto depauperando, da quello dell’894. Con il rinvenimento della statua della Madonna di Anzano e con la trasmigrazione dei cittadini scampati al terremoto decisero di dedicare la chiesa madre a S. Maria di Anzano.

Sindaco: Dott. Rossi Antonio.
Vice Sindaco: Ing Rossi Rocco.
COME ARRIVARE:
Da Milano: A1 seguire direzioni Bari per 198 chilometri. Continuare su A14 e prendere l’uscita in direzione Foggia. Seguire direzione tangenziale, prende SS 90 per 40 chilometri, seguire indicazioni per Panni SP 121. Lasciato il paese continuare per SP 138 per 6.5 chilometri, svoltare a destra per SP136 seguire indicazioni per Anzano.
Da Foggia: servizio Autobus in piazza V. Veneto - in Auto SS 90 per 40 chilometri , seguire indicazioni per Panni SP 121. lasciato il paese continuare per SP 138 per 6.5 chilometri, girare a destra per SP136 seguire indicazioni per Anzano.
Da Bari: A 14 prendere uscita direzione Napoli A16, uscire direzione Lacedonia proseguire SP 100, per Rione Nocelle per 5.5 chilometri.
Da Napoli: A 16 uscita Vallata, seguire indicazioni per Scampitella SP 136/bis per 8 chilometri.

Nome abitanti: anzanesi
Numero abitanti: 2248
CAP: 71020
Altitudine: 740
Superficie: 11,12 Kmq
Frazioni: rione Mastroalessio