MONTELEONE DI PUGLIA
Piccolo centro dei Monti Dauni Meridionali, situato tra i comuni di Ariano Irpino, Savignano, Panni e Accadia. Per la sua posizione è a cavallo tra le province di Avellino e di Foggia, dalle quali dista all'incirca sessanta chilometri. È diventato provincia di Foggia solo nel 1929, facendo parte prima di Avellino.
Si eleva ad un’altitudine di 859 m. sul livello del mare, il suo territorio a forma di trapezio, ha un'estensione di 3.605 ettari ed una densità di abitanti di circa 1.254.
Monteleone, grazie alla sua altezza e alla sua posizione (paese più alto della provincia di Foggia), è esposto alle correnti di vento che giungono da ogni direzione, non a caso è stata la prima zona che ha usufruito di energia eolica.
Molti sono i turisti che giungono in questo piccolo centro rurale, grazie al fitto verde che circonda il paese, alla cucina tipica e genuina e all'aria salutare con clima prevalentemente freddo d'inverno e mite d'estate.
Le origini del nome Monteleone sono avvolte nel mistero: una suggestiva spiegazione ipotizza che derivi da Monlione, simile alla pronuncia dialettale oggi ancora in uso: Munt Lion. Questo termine sarebbe legato all’arrivo su questo monte dei Poveri di Lione, o lionesi, come venivano chiamati da Pietro Valdo.
Un’altra interpretazione sostiene che il nome Monteleone scaturisca dalla presenza di leoni in tempi lontanissimi e che la configurazione montuosa del luogo, coperto di boschi, ne suggerisca il nome.
Secondo mons. Rocco Paglia, lo stemma del Comune ha un leone che sormonta tre monti.
Le origini del paese possono essere datate intorno al 1024 e la sua centralità, il suo essere geograficamente l’ombelico dell’Italia meridionale, fece sì che nel suo territorio fosse convocato nel 1140 da Ruggero il Normanno, l’Assise di Selvamala: l’Assemblea costituente che diede le prime leggi fondamentali al regno normanno del Sud.
Nel tardo medioevo, queste terre sono state al centro di importanti conflitti religiosi e sono divenute luogo di ospitalità per tanti perseguitati in fuga a causa della propria fede religiosa. Non è un caso che le autorità ecclesiastiche spesso si lamentassero che queste contrade fossero infestate "da eretici".
Nel 1285, per privilegio di Carlo I d’Angiò, fu venduta come demanio feudale e durante il regno di Ladislao dipende amministrativamente da Ariano ma ebbe la sua libertà nel 1588 (cella, castello e poi Universitas).
Nel 1400 Monteleone assume, grossomodo, la struttura urbanistica attuale, viene costruito il Castello e la Chiesa viene elevata a parrocchia.
Come tanti altri centri, Monteleone è passata sotto il dominio dei Normanni, degli Angioini, degli Svevi, degli Aragonesi e successivamente al dispotismo dei baroni e dei feudatari.
I Monteleonesi, in conseguenza delle alterne vicende politiche del tempo, chiedono di essere nuovamente inglobati nel feudo di Ariano. In questi anni è costruita la dimora baronale con l’utilizzo di esose tasse pagate dagli abitanti.
Nel 1588, viene eretto un monumento a ricordo dell’autonomia.
Nel XVII sec. Monteleone viene amministrato dai Platti che mantengono la signoria per quasi un secolo. Questo periodo è di ripresa per il paese: viene costruita la Chiesa Madre, non aumentano le tasse e l’agricoltura prende slancio. Con le leggi napoleoniche il feudo viene diviso tra le Università dei Beni e i Bracciali.
Con l’unificazione d’Italia, per oltre 25 anni, diventa sindaco Luciano Trombetti. Egli tesse diplomatici rapporti con i briganti, specialmente con il brigante monteleonese Rocco Lamanna. Ristabilisce i rapporti con il clero, fa restaurare la Chiesa Madre, quotizza i terreni demaniali, vengono aperti il servizio postale, la ricevitoria con telegrafo, viene eretto il Campanile della Chiesa Madre e iniziano i lavori di trasformazione del Municipio.
Con la comparsa sulla scena politica del dott. Squillante, il volto del paese cambia. Nei suoi circa trent’anni di governo migliorano le strade, vengono realizzate nuove fognature, viene implementata la Villa Comunale.
Al grido di "Abbasso la guerra", urlano centinaia di donne durante la rivolta monteleonese contro il governo fascista. E' il racconto tratto dal libro “Donne contro la guerra” di Vito Antonio Lezzi.
Dagli anni Cinquanta del secolo passato, l’emorragia emigratoria colpisce il Meridione e i Comuni del Preappennino dauno e Monteleone registra un flusso emigratorio tra i più alti della Capitanata.

Sindaco: Campese Giovanni
Vice Sindaco: Volpe Carmela
COME ARRIVARE:
Da Milano: A1 seguire direzioni Bari per 198 chilometri. Continuare su A14 e prendere l’uscita in direzione Foggia.
Da Foggia: servizio autobus da piazza V. Veneto - in auto prendere SS 655 per 21 Km, uscita Deliceto, SP 137 (fino ad Accadia), ex SS 91 / bis.
Da Bari: A 14 direzione Napoli per 70 Km. Prendere l' uscita in direzione Napoli, quindi A16, uscita casello di Vallata. Percorrere ex SS 91 / bis per 16 km.
Da Napoli: A 16 uscita Vallata, percorrere ex SS 91 / bis per 16 Km.

Nome abitanti: monteleonesi
Numero abitanti: 1254
CAP: 71020
Altitudine: 859 m s.l.m.
Superficie: 3,605 Kmq
Frazioni: montagna