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Miti e leggende

Fucacoste e Cocce Priatorie


Il 1° novembre, con il calar della notte, si accendono i fuochi in onore dei defunti, questa tradizione si rinnova intatta sempre con le stesse peculiarità: fuoco e culto dei morti.
E' una tradizione della civiltà contadina rimasta immutata nel tempo e che sempre si è celebrata nell'identica maniera, al limite tra il profano e il sacro.
Si accende il fuoco per poter far ritrovare la via di casa alle anime del purgatorio e offrire loro un po' del calore che il regno oltremondano non può più offrire. E' calore umano, calore fisico che i vivi intendono trasmettere alle anime dei propri cari. Quindici giorni prima della festa, adulti, ragazzi e bambini fanno a gara nell'accatastare ginestre e altra legna.
Un tempo si usava porre in una bacinella piena d'acqua dell'olio e sopra si poneva un treppiede con una lambada (luce ad olio): alla fioca luce della candela si poteva assistere - secondo i vecchietti - alla sfilata delle anime del purgatorio. Per le strade risuonava il crepitio delle ginestre e in ogni angolo ardeva un fuoco.
Elemento caratterizzante era la ginestra - un arbusto profumato - che cresce sui fianchi dei monti e delle colline orsaresi.
Solo in questo luogo i falò ,"fucacoste", si accendono la sera del primo novembre: per tutta la notte ardono numerosissimi, vicino alle abitazioni si appendono le zucche antropomorfe con una candela accesa all'interno e le vecchiette, prima di andare a letto, prendono dal falò un po' di brace e la portano in casa, deponendola nel camino o in un braciere.
E' credenza che le anime dei defunti ritornando fra i vivi facciano visita ai parenti e ritornino alle dimore dove avevano vissuto, si riscaldino e continuino il loro peregrinare per tutta la notte.
Si tratta di un gesto d'amore per queste anime che ritornano, ma è anche innata paura per il regno ultramondano, quasi come se mancando al dovere dell'ospitalità o del calore familiare il defunto possa vendicarsi sui vivi.
Secondo la credenza popolare la zucca accesa avrebbe fatto ritrovare al defunto la casa dove era vissuto.
La sera del primo novembre in tutte le strade, in tutte le piazze, ogni piccolo gruppo di famiglia accendono il fuoco e la sera tutti si accostano al falò per parlare, per intrattenersi e consumare qualche patata, cipolla o carne alla griglia.

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