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Miti e leggende

Le superstizioni

La cultura popolare troiana, come il resto del territorio, è caratterizzata da credenze, superstizioni ed episodi di magia che corrono paralleli alla storia anche se non sempre le fonti concordano.
A Troia si narrano diverse superstizioni dove il mistero rimane seducente alla memoria; da citare è la credenza del venerdì da cui nasce un simpatico proverbio: "né di Venerdì, né di Marte non si sposa, non si parte, né si da principio d'arte". Infatti i troiani, e non solo, erano certi che questi due giorni della settimana erano sfavorevoli a qualsiasi operosità, perché il martedì appartiene a Marte, il Dio della guerra e il venerdì, secondo la cabala, è il giorno in cui furono creati gli spiriti maligni.
Ma pregiudizi e superstizioni riguardano anche gli animali, infatti sono temuti la cuccuuäjë, che di notte, sui tetti delle case, annuncia morti e disgrazie e il gatto nero che attraversa la strada di venerdì o di notte.
Tutto sommato quello che si racconta sono solo pregiudizi innocui che servono ad ironizzare e stuzzicare la memoria; l'importante è non farle influire sul pensiero e sulla condotta della vita. Persino i primitivi avevano le loro scaramanzie, infatti ritenevano che colpendo l'immagine del Bisonte, fosse più facile uccidere l'animale durante la battuta di caccia, al contrario invece Cristoforo Colombo riteneva il venerdì un giorno fortunato perché partì da Porto Palos un venerdì, mise piede sulla nuova terra di venerdì e rientrò sempre di venerdì a Porto Palos.

 

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